RECENSIONI

RECENSIONI


  • Dai sensi un apprendere. Percorsi di apprendimento, innovazioni metodologiche e didattiche nell’esperienza dell’Università dell’Immagine. - da L’Impresa, mag-giu 2006
  • Lo specchio magico. Manuale del moderno formatore. - da L’Impresa, sett-ott 2005


L’Impresa, n.3 maggio - giugno 2006,  BIBLIOTECA pag. 73

ANDREA CERIANI, VALERIA NIGRO

Dai sensi un apprendere. Percorsi di apprendimento, innovazioni metodologiche e didattiche nell’esperienza dell’Università dell’Immagine


Franco Angeli, Milano 2006.  Pagine 160, euro 15,00

L’Università dell’Immagine è stata fondata alla fine degli anni Novanta da Fabrizio Ferri, un noto fotografo italiano. Tra i docenti vi sono Davide Paolini, giornalista de Il sole 24 Ore (responsabile della rubrica di gastronomia), e Mogol, indimenticato autore delle più famose canzoni di Lucio Battisti. Mettere insieme competenze che possono sembrare così distanti ha una precisa finalità: creare una scuola in cui non si insegna la creatività, ma in cui si lavora “con” la creatività. Gli autori presentano la sintesi di un importante esperienza che ha al centro il rapporto tra l’apprendimento e l’uso integrato di udito, olfatto, tatto, gusto e vista. Tutti sono consapevoli che il management non può fondarsi esclusivamente sui fattori razionali, ma sono ancora pochi gli esempi significativi che valorizzano l’apprendimento degli aspetti emozionali e polisensoriali, sempre più necessari per ideare e realizzare prodotti innovativi. Molti studi hanno evidenziato l’importanza dei fattori emotivi e “irrazionali” nell’acquisto e nel branding, ma spesso rimane irrisolto il problema di come formare figure professionali in grado di rispondere con efficacia a queste nuove complessità, soprattutto se si considera che sono profili difficili da sviluppare internamente o da trovare sul mercato del lavoro. La Scuola ha inteso colmare questa lacuna operando una scelta di fondo: coinvolgere responsabili dello stile, grafici, degustatori, sound designer, copywriter ed esperti di linguaggio. E’ una creatività che deriva non soltanto dalla percezione, ma anche dalla capacità di creare salti percettivi attraverso, ad esempio, la produzione di metafore. E’ una creatività che nasce dalle emozioni e dalle sensazioni di ciascun partecipante anziché essere imposta e condizionata dall esterno. E’ una creatività ricca di metodologie e di strumenti che la rendono pienamente professionale. Molte aziende hanno già sperimentato le metodologie usate dalla Scuola per migliorare gli aspetti sensoriali connessi con il proprio branding: ad esempio Johnson & Johnson, L’Oréal, Bulgari, Carlsberg e Ikea. Il libro parte da un esame degli studi che hanno evidenziato l’importanza dei sensi nei processi di apprendimento (dall’Emilio di Rousseau a Maria Montessori, da Rudolf Steiner al Bauhaus). Interessanti sono le pagine dedicate alle metodologie didattiche utilizzate nella Scuola: tutte mirate a far emergere e “de-costruire” i modelli mentali dei partecipanti e a facilitare l’identificazione di profumi, odori, sapori, luci e suoni.

[Salvatore Garbellano]

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da L’Impresa, n. 5 sett-ott 2005, BIBILIOTECA pag. 140


ANDREA CERIANI E VALENTINA TOSETTI

Lo specchio magico. Manuale del moderno formatore.

Armando Editore, Roma 2005.  Pagine 176, euro 19,00


“Conosci te stesso” era la prima e più alta esortazione che il grande Socrate, colui che viene comunemente ritenuto il pensatore che ha aperto la storia dell’introspezione profonda dell’animo umano e che, al contempo, ha dato l’avvio al pensiero filosofico, proponeva a quanti lo interrogavano impazienti di arcane risposte e nuovi saperi. Già da allora, dunque, era palese agli intellettuali illuminati che governavano le sfere delle conoscenze quanto fosse indispensabile innanzitutto affrontare l’esplorazione e il presidio delle proprie profondità cognitive e, una volta definito il profilo del proprio essere, passare a ricercare le rappresentazioni della realtà e del divenire. Per prima cosa, quindi, apprendere e trasmettere la cultura di esplorare se stessi e le proprie mappe e processi sia cognitivi sia motivanti per focalizzare al meglio dove dirigere gli istinti di crescita e di apprendimento emotivo. Ma poi, una volta accettato e metabolizzato il concetto fondante, ecco che si sviluppa la visione più compiuta e articolata insieme con il configurarsi della metodologia implementativa; ecco dunque, delinearsi con maggior chiarezza il senso del viaggio che Andrea Ceriani e Valentina Tosetti ci invitano ad affrontare con intelligenza, curiosità e passione per approdare a una diversa dimensione del formare e del formatore. Si tratta di un viaggio che muove dalla profonda catarsi generata dall’acquisita consapevolezza del senso, anzi del “principio”, di responsabilità con i quali il formatore viene invitato a confrontarsi per poter assumere il ruolo di guida. Una guida ispirata all’apprendimento che, nel pieno rispetto della personalità del discente, lo abilita alle nuove dimensioni del dubbio e del cambiamento continuo. Lo strumento principe, insieme virtuoso e perverso, per avviare il cammino è rappresentato dallo specchio che diventa l’emblema della ricerca interiore più profonda e cruda da cui partire per far emergere la conoscenza di se stessi sublimata attraverso la relazione con l’altro. Ciò assodato, il formatore, che ha già sperimentato su di sé le asperità e la luce della catarsi cognitiva, può spingere i propri allievi verso le capacità di definire a ogni momento e in ogni luogo la creazione di nuova conoscenza. Ed eccoci arrivati alla sintesi finale, che comunque tale non è per metodo e postulato, la quale sancisce l’eccellenza autopoietica della magia autoformativa che si sublima nella sua massima potenzialità creativa rappresentata dall’alchimia dello “swing”, situazione di tensione felice e vincente di apprendimento “totale”. Infine, ritengo di esprimere gratitudine agli autori per aver saputo provocare e stimolare la nostra curiosità professionale di valorizzatori di persone e competenze.

[Mario D’Ambrosio]